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Forse non tutti lo sanno, ma non c’è praticamente Paese lungo quella che fu – e sta tornando a essere – la Via della Seta che non abbia avuto in passato una tradizione vitivinicola, magari poi abbandonata per motivi climatici, culturali o religiosi. Dalla Turchia all’Iran (dove il vino fu proibito in seguito alla Rivoluzione del 1979, ma di cui il WiLa custodisce tre rarissime etichette), passando per le Repubbliche declinate in “stan” delle steppe dell’Asia centrale (Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan) fino alla stessa Cina, con uno sguardo allargato al Cipango/Giappone, per un viaggio ai limiti dell’immaginazione, epico e irripetibile.